Purpose

Il seduttore viene ingannato dai suoi stessi inganni.

Qualsiasi altra conoscenza dell’esistenza, paragonata a quella di un uomo spostato, è superficiale, perché lui, e lui solo, ha penetrato l’esistenza.

Abramo si è infinitamente rassegnato a tutto, per poter tutto riacquistare in virtù dell’assurdo

Dio mette da parte ciò che non vuole darti subito affinché tu impari a desiderare grandemente cose grandi.

L’intera vita del fervente cristiano è un santo desiderio. Ciò che poi desideri, ancora non lo vedi, ma vivendo di sante aspirazioni ti rendi capace di essere riempito quando arriverà il tempo della visione

Avete agito conformemente al desiderio che vi abita?

L’esistenza è libertà, poter-essere, possibilità. L’esistenza stessa non è perciò la necessità ma la possibilità: ciascun uomo è ciò che sceglie di essere. Una scelta quest’ultima che ci pone in rapporto con quella verità che è custodita in ciascuno di noi e che dà luogo ad un dialogo incessante nel quale è proprio nella contingenza che caratterizza le nostre vite che siamo sempre chiamati a rispondere, in piena libertà, ora e adesso (hic et nunc), alla nostra vocazione più profonda. L’esistenza, ed è questo ciò che da sempre mi affascina, è dunque anche possibilità di pensare l’impossibile, finanche che per salvare la propria vita la si debba in realtà perdere mettendo se stessi pienamente in gioco, senza cedere tanto all’angoscia, alla paura che immobilizza quanto all’utopia che inganna.

Essere strumento al servizio del bene comune, inteso come metodo del vivere insieme in una società libera. A questa vocazione umana che, più che una destinazione, è un percorso di vita, ho orientato il mio lavoro professionale, come avvocato e professore universitario, il mio impegno di marito e, grazie a mia moglie Nancy, di padre di Virginia e Carolina.

La mia formazione da giurista e la visione del diritto quale fattore ordinante a servizio della libertà della persona e della sua natura relazionale, la Fede come custode dell’esperienza del non tutto, del limite, dell’alterità e, nello stesso tempo, come apertura alla provvidenza e alla grazia che supera la nostra finitezza, insieme alle esperienze e a quegli incontri che segnano il percorso, mi hanno ispirato il desiderio di rispondere all’angoscia che abita la nostra esistenza (e che, secondo Kierkegaard è diretta conseguenza dell’esistenza intesa come possibilità e, dunque, incertezza, instabilità, dubbio), alla disarmonia del tempo in cui viviamo, ai molteplici squilibri e alla “banalità” che corrode le relazioni umane e, con esse, le dinamiche politiche, economiche e sociali, sforzandomi di mettere ordine a ciò che nella realtà appare complesso, di dare senso alle cose che altrimenti resterebbero solo frammenti, non semplificando ma rispettandone la complessità e cogliendone le sfaccettature, guardando al confronto razionale quale metodo per la composizione dei conflitti e per un autentico sviluppo umano integrale.

L’uomo interiore possiede due forze: l’intelligenza e la volontà.

Non v’è lavoro, non v’è capitale che non cominci con un atto di intelligenza. Prima d’ogni lavoro, prima d’ogni capitale, quando le cose giacciono ancora non curate e ignote in seno alla natura, è l’intelligenza che comincia l’opera, e imprime in esse per la prima volta il carattere di ricchezza. […] Chiuso il circolo delle idee, resta chiuso il circolo delle ricchezze. […] Nulla accade nella sfera delle ricchezze che non riverberi in essa dalla sfera delle idee.

L’intelligenza che scopre i beni, che inventa i metodi e gli strumenti, che guida le nazioni sulle vie della cultura e del progresso; la volontà che determina l’azione e affronta gli ostacoli. […] La volontà è principio di ricchezza quanto l’intelligenza.

Carlo Cattaneo

Intelligenza e volontà, le due forze dell’uomo interiore, dell’uomo desiderante, al servizio del bene comune. Ciò che più mi appassiona è cercare di risolvere problemi: sia quando ci sono delle difficoltà, sia quando si presentano delle opportunità, trovare cioè il modo di conciliare posizioni diverse per arrivare a una soluzione. Affrontare tanti problemi diversi cercando di risolverli, seguendo un filo anziché lanciarsi all’inseguimento dei tanti fili che ciascun problema potenzialmente offre.

Sant’Agostino

Nel seguire questa vocazione umana ho scelto di abbracciare la benevolenza: ideale, quest’ultimo, che ci rende capaci uscire da noi stessi e di volere il bene dell’altro in quanto altro (delectatio in felicitate alterius, secondo la formula di Leibniz), coltivando la tensione dello spirito verso le cose grandi. Quando infatti l’intelligenza e la volontà si spiegano verso l’orizzonte della benevolenza, intesa quale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera (e, dunque, per giungere alla pienezza di una ‘vita riuscita’, secondo l’espressione con cui Spaemann traduce il concetto aristotelico di eudaimonia), attraverso il pieno e responsabile esercizio della nostra libertà e, dunque, le nostre scelte quotidiane, esse concorrono a rendere migliore questo mondo, restando ciascuno al proprio posto, facendo bene anche le cose più piccole e prendendoci cura di ciò che ci sta attorno.

Robert Spaemann

In una realtà economica caratterizzata da una significativa presenza del “pubblico”, sia in veste di autorità che di operatore economico, nella mia professione ciò significa affiancare i clienti nelle questioni legali più sfidanti che interessano gli investimenti infrastrutturali, energetici, ambientali, i servizi pubblici e la pubblica amministrazione, promuovendone la modernizzazione e ridefinendo i confini tra pubblico e privato nel segno della sussidiarietà; nonché affiancarli nella realizzazione di progetti di impatto per lo sviluppo del Paese, nella rimozione dei fattori che influenzano la competitività del nostro sistema industriale e nell’affrontare le dinamiche del settore pubblico, assistendoli nelle controversie amministrative e civili più complesse, nei processi decisionali, nelle scelte strategiche e di investimento, nella progettualità e nella ricerca delle soluzioni più efficaci in relazione ad ogni specifico settore.

In ambito accademico, significa mettere le mie idee al servizio della formazione delle nuove generazioni e della ricerca scientifica nel campo del diritto pubblico e amministrativo, del costituzionalismo e delle interazioni tra potere politico e potere economico, occupandomi di organizzazione e attività amministrativa, di concorrenza e finanza pubblica e dell’impatto dell’integrazione europea sulla definizione dell’indirizzo politico-amministrativo nell’ordinamento interno, promuovendo un modello di intervento pubblico tra diritti fondamentali e razionalità economica e provando a spiegare il diritto pubblico come trama discorsivo-razionale e l’amministrazione come funzione della sovranità popolare, sempre a servizio della libertà e della dignità umana.